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Lunedì, 04 Dicembre 2023 16:28

COSE CHE NON SI RACCONTANO, Antonella Lattanzi, Einaudi

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Che libro!! Il nuovo lavoro della scrittrice barese mi ha davvero colpito. Un romanzo che, una volta iniziato, non si riesce a smettere di leggere perché ci porta in un vortice di sensazioni e di coinvolgimento tali che difficilmente lo si interrompe.

(Trigger warning, maternità fallita, procreazione assistita…)

E’ la storia di un dolore fisico e psicologico, un diario preciso e dettagliato di un periodo della vita dell’autrice quando, ormai quasi fuori tempo massimo, lei, Antonella detta Toni, Lattanzi in persona, decide di avere un figlio che, adesso sì, desidera con tutto il cuore. Non rimpiange il tempo passato a fare altro e le scelte di vita fatte finora, anzi, rivendica con tutta sé stessa la decisione di aver sempre messo al primo posto il suo lavoro di scrittrice. Ma ora è pronta e vuole un figlio con Andrea, il suo compagno. I primi tentativi vanno a vuoto ed è un attimo trovarsi nel drammatico vortice della procreazione assistita. Niente va come deve nel processo che coraggiosamente intraprende e il racconto di quel terribile periodo, oltre che sincero e autentico, diventa sempre più angoscioso. È sola con il suo dolore, Andrea l’appoggia certo, ma lavora tantissimo, solo a poche amiche Toni ha la forza di raccontare ciò che sta passando, è difficile confidarsi, sono cose che non si raccontano, queste, sono sentimenti intimi, privati, difficili da dire anche agli affetti più prossimi. La storia che Lattanzi racconta è il crudele destino che le è capitato di vivere e lo fa con tanta energia, senza compiangersi mai e con una padronanza linguistica impressionante, ed entrando di diritto secondo me, nel novero di quei grandi scrittori che riescono a portare una triste storia personale alla grandezza dell’universale, nella quale ogni lettore viene coinvolto e si ritrova. È infatti un libro sulla maternità ma non destinato solo alle donne, anzi, gli uomini dovrebbero leggerlo (e rileggerlo!), immedesimandosi in Andrea certo, ma anche per capire, grazie alla grande sofferenza di Toni, quanto è tuttora difficile, per una donna, vivere e realizzarsi sia professionalmente sia personalmente. L’autrice a noi lettori non nasconde nulla di quel periodo: tutto, il dolore, i dubbi, i litigi, la sofferenza, il sangue, la rabbia, i pensieri spesso distruttivi vengono raccontati con una prosa precisa ed acuminata, senza fronzoli né ipocrisia. Non possiamo che ringraziarla per aver deciso di renderci partecipi della sua drammatica esperienza, per il coraggio che ha avuto nell’affrontare momenti di puro terrore, quando la sua stessa vita era in serio pericolo. Come ci è riuscita? Forse grazie al suo lavoro, per lei così importante, e alla pubblicazione del precedente romanzo, in uscita proprio in contemporanea a questa drammatica vicenda personale, come ci riferisce alternando il racconto del processo di inseminazione con quello della pubblicazione del libro e con i tanti impegni (covid permettendo) che la promozione editoriale sempre richiede. Ma solo una donna coraggiosa anzi intrepida (mi sento di definirla addirittura eroica) può sopportare una sorte così sfortunata, ci vuole tanto carattere e tempra d’acciaio per uscirne. Tanto di cappello, dunque, cara Toni, spero che l’adrenalina ritrovata dopo tanto dolore, ti dia la forza di riprenderti.

 

Letto 390 volte Ultima modifica il Lunedì, 04 Dicembre 2023 17:01

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